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La Strega Bianca e' una stronza

Una Strega Bianca colta da estasi durante la contemplazione della Legge di Attrazione
Una Strega Bianca colta da estasi durante la contemplazione della Legge di Attrazione

Diciamoci le cose come stanno, la Stregoneria sta tornando di moda.

 

Molti ricordano ancora, con un misto di tenerezza e orrore, la grande ondata dell’inizio degli anni 2000 (il periodo dei Forum di discussione, delle Morgana che spuntavano come funghi e del Potere del Trio), ed ora la Storia si ripropone, come è sua abitudine, simile, ma mai uguale a sé stessa.

Mentre all’inizio di questo millennio era la cosiddetta Wicca eclettica ad essere al centro dell’attenzione[1], ora è senz’altro la Strega sotto i riflettori e, nello specifico, la Strega Bianca.

 

In realtà non è tanto il termine di per sé (che viene utilizzato solo in determinati contesti) ad essere così fortemente presente, quanto il contenuto che esso veicola: quello che un giocatore di ruolo definirebbe “la costruzione del personaggio”. In pieno spirito post-moderno, infatti, il rifiuto totale di ogni titolo e definizione (a meno che esso non sia talmente ampio da essere generico, o talmente frammentato in infinite varianti da perdere qualunque utilità descrittiva) porta le persone a non volersi legare stabilmente ad un’unica denominazione, preferendo l’utilizzo di una serie di nomi che evocano delle emozioni simili; in un gioco in cui ad essere centrale non è ciò che facciamo, ma l’immagine di noi che vogliamo presentare a noi stessi e al mondo. 

 

[1]Volendo essere pignoli, la Wicca eclettica non è propriamente Wicca, se non nel senso che si ispira a quelle pratiche e a quella visione del mondo, ma questo è un argomento che in questo contesto non ci interessa approfondire.

 

Strega Bianca starter kit: tutto molto rassicurante e in morbidi toni rosati. Ci piace.
Strega Bianca starter kit: tutto molto rassicurante e in morbidi toni rosati. Ci piace.

In altre parole ci sentiamo speciali, senza neanche sapere bene perché, e cerchiamo un’immagine che susciti in noi delle reazioni abbastanza forti da emozionarci, ma con dei contenuti abbastanza vaghi da non richiedere grandi riflessioni o azioni concrete.

 

Andiamo a caccia di quella sensazione sfuggente che proviamo quando vediamo il sorriso evanescente di Galadriel sullo schermo: cerchiamo l’ologramma a cui sovrapporci, senza che ci venga richiesta la fatica, l’impegno e l’analisi interiore di un percorso che abbia una qualche forma di sostanza.

 

La figura della Strega suscita in tutti noi delle reazioni ambivalenti: da un lato ci attraggono il suo aspetto selvaggio, la comunione con il mondo naturale, il senso di potere e di mistero; dall’altro le ombre che si celano all’interno di questi medesimi aspetti ci inquietano e ci repellono.

Questa è una storia antica. Antica quanto i balli sotto la luce della luna e le risate trasportate dal vento notturno.

 

Da un punto di vista storico e sociale, potremmo parlare di tutti gli aspetti legati alla demonizzazione dell’aspetto selvatico e indomito del femminile e dei processi che hanno portato a creare lo stereotipo della strega dal naso adunco che divora i bambini; ma è a un livello ancora più profondo e atavico che dobbiamo andare a cercare l’origine di questa storia.

La Stregoneria è una pratica che si muove negli spazi di confine: si insinua nei silenzi che calano di notte al centro degli incroci, negli attimi sospesi tra un respiro e l’altro.

La Stregoneria non può esistere nella sua pienezza laddove sia imposta una rigida suddivisione tra luce e ombra, tra creazione e distruzione, perché la sua natura è quella che porta a danzare sull’orlo dell’abisso, a sporcarsi le mani con la materia grezza e il suo decadimento e a guardare oltre i confini del cielo.

Cosa sono tutte queste ossa e i toni cupi? E il teschio non è neanche di unicorno... Bocciato.
Cosa sono tutte queste ossa e i toni cupi? E il teschio non è neanche di unicorno... Bocciato.

Immaginare una Strega Bianca come una creatura di luce che si erge al di sopra dei limiti del nostro mondo, che dissolve le proprie ombre tramite l’amore e la compassione, che non ha bisogno di misurarsi con la realtà del dolore, della morte, dell’ingiustizia e della rabbia perché ormai è “oltre” tutto questo, significa non solo negare alla radice la natura stessa della stregoneria, ma anche intessere un inganno tanto subdolo quanto pericoloso.

 

Significa voler mettere a tacere l’inquietudine generata dall’idea stessa di stregoneria, dalla riscoperta del proprio potere e degli aspetti più selvaggi di sé, soffocandola sotto una densa coltre di brillante zucchero filato. Se la storia ci ha insegnato qualcosa, però, è proprio che le azioni peggiori vengono compiute da chi si convince di rappresentare il bene superiore e la vera luce.

 

Le nostre antenate non sono state bruciate, affogate, impiccate e torturate perché abbracciavano gli alberi e sorridevano soavemente agli scoiattoli. La maggior parte di loro sono morte perché praticavano aborti, perché con la contraccezione cercavano di impedire che l’ennesima gravidanza si portasse via una donna sfinita, perché volevano godere della loro sessualità e della loro libertà come esseri umani, perché, in un mondo tutt’altro che perfetto, sapevano bene che talvolta bisogna sporcarsi le mani per fare ciò che è giusto, o anche solo per garantire la propria sopravvivenza e quella delle persone a sé vicine. Sapevano bene che la stregoneria è spesso l’unico riscatto degli emarginati e degli oppressi.

Una Strega a cui abbracciare il proprio Sé Superiore è stato fatale
Una Strega a cui abbracciare il proprio Sé Superiore è stato fatale

Oggi viviamo in un mondo per molti versi decisamente migliore, ma ancora tutt’altro che perfetto. Oggi come allora la stregoneria è ancora un percorso di luce e ombra, di responsabilità personale, di carne e sangue: è un percorso in cui non esistono risposte facili.

 

La Strega Bianca, assieme a tutte le illusioni che le vorticano attorno, ci illude di essere libere; di essere allo stesso tempo potenti e al sicuro da noi stesse e dalle brutture di questo mondo. Se grattiamo appena sotto la superficie ci accorgeremo di come, in realtà, sia sempre la stessa, vecchia, gabbia: se sei una brava bambina tutti ti vorranno bene, se sei buona non ti può succedere nulla di male, se accetti di stare dalla parte giusta, di parteggiare per il “bene”, allora non potrai mai sbagliare.

 

La Strega Bianca è una stronza, che sa benissimo come usare le nostre paure per spingerci a vivere una vita a metà, una vita in cui nascondiamo in profondità tutto ciò che ci spaventa e ci concentriamo sul mantenere una superficie liscia e luminosa, che nasconda i nostri segreti.

 

La Strega Bianca è una stronza, e forse è l’unica che dovremmo davvero bruciare.

Giulia Turolla, 23/05/2019